Sul carro de la mente auriga siedi,
o bella donna, e prendi il freno altero
onde vi regga il destrier bianco e 'l nero
e drizzi lor ver le celesti sedi.
L'un con rigida man percoti e fiedi
se ribellante traviar dal vero
cammino, e l'altro con soave impero
d'ambrosia pasci, se gir dritto il vedi.
Vedi ch'egli ama il suon de la cervice
percossa e le lusinghe, e tra sé gode
se la tua vaga man l'adorna e come;
e mentre porta al ciel del tuo bel nome
il ricco incarco e di tua chiara lode,
sì tien più d'Eto e di Piroo felice.