O tu che passi e 'l guardo a i marmi giri
ch'alzò Ferrante a la diletta moglie,
e le già fredde e incenerite spoglie
vi pose, e le scaldò pria co' sospiri,
le note vi segnò che incise miri
ferro no, ma stillar d'amare doglie:
Amor fabro ne fu, che il cor gli scioglie
in pianto e fonte il fa d'altrui martiri.
L'anima sua non più nel mesto petto,
ma in questa tomba è chiusa, e, se talora
n'esce, se 'n vola a la compagna in cielo;
poi riede e langue in desiar quell'ora
ch'abbia eterno là su con lei ricetto,
e che 'l suo velo unisca al caro velo.