Vive carte spiranti, onde, più vero
ch'Apollo in Delfo, a i popoli risponde
spirto divin, né sotto larve asconde
di mentite parole alto mistero;
già corre ne' suoi dubbi Istro ed Ibero,
chi bee di Senna e di Tamigi l'onde
a gli oracoli vostri; e non altronde
spian gli arcani di Cesare e di Piero.
Volgendo gli anni il vostro nome io scerno
trasfuso in mille lingue esser da gl'Indi
occidentali appreso e da gli eoi;
reggersi il mondo a vostro senno e quindi
il vostro, saggio Ippolito, per voi
rinnovarsi non sol, ma farsi eterno.