L'idra novella che di tosco forse
già Megera nudrio nel seno immondo,
ch'al fine uscita del tartareo fondo
prima là tra' Germani orribil sorse,
e quindi poi con piè veloce scorse
velen spargendo da più bocche il mondo,
e gli empi capi e 'l guardo furibondo
contra 'l gran Giove minacciando torse,
or, dal tuo Lenzi vinta, i tempi sacri
gli cede, e fugge e scorge a terra sparte
mille sue teste, onde si cruccia e freme:
tu, perché 'l tempo sì gran fatto insieme
con tanti altri non furi, in dotte carte
a l'immortalità, Varchi, il consacri.