A l'aureo albergo, onde pur dianzi venne,
come vuol sua benigna amica stella,
quest'alma di virtute ornata e bella
volto ha il suo corso con felici penne.
Quinci parmi veder ch'ella m'accenne,
e preghi con dolcissima favella
che non ci gravi di più non vedella
ove altro che martir mai non sostenne.
"S'al mio riposo invidia non avete,
voi, che mostraste in vita amarmi tanto,
e se del vostro ben cura non prendete,
queste lacrime" dice "e questo pianto,
questi sospiri in voi stessi accogliete:
a me conviensi gioia, riso e canto."