Tu che lieta anzi tempo al ciel salisti,
alma beata, e 'l tuo terreno manto
lasciando in terra hai me lasciato in pianto
e resi i giorni miei dogliosi e tristi;
tu, che, partendo, a le mie pene apristi
l'acerba via; tu, che m'amasti tanto,
deh, vien, ti prego, a consolarmi alquanto
sì che non sempre empio dolor m'attristi.
Deh, vieni! A che più tardi? e questo affanno
che di lacrime ogn'or mi bagna il seno,
scaccia lunge da me co 'l tuo ritorno;
e se di questo far forza non hanno
i prieghi miei, dal ciel m'impetra almeno
non mi tardi a venir l'ultimo giorno.