Risguarda noi ch'in questo cupo fiume
d'ogni miseria torbido e sonante
restati siamo con inferme piante
e con occhio di torto e debil lume.
Trovar il guado alcun più non presume,
benché il cerchi con passo e cor tremante,
se non impetri tu dal primo Amante
Amor che le negre acque apra e consume.
Tu mi fosti compagno in questo rio
stato, e con noi piangesti il nostro inganno,
né già sciolto esser puoi, spirito sciolto,
da' legami che teco unito m'hanno,
or che tra i lumi angelici raccolto
di là ci miri ove non puote oblio.