Veggio tenera pianta in su le sponde
pur or nata del Mincio, a cui dal cielo
benigno arride il gran signor di Delo
e larga il suo favor Venere infonde.
L'aura e l'acque avrà questa ognor seconde,
lunge andranno da lei le nevi e 'l gelo,
tal che nel suo odorato e verde stelo
nudrirà sempre più bei fiori e fronde.
Nido sicuro avran canori cigni
tra' rami, e sua dolce ombra albergo fermo
fia de le Muse erranti al nobil coro.
Né temer dee ch'augei strani e maligni
osin mai di rapirle il suo tesoro,
ch'è l'aquila regal pronta al suo schermo.