Scipio, o pietade è morta od è bandita
Da regi petti e nel celeste regno
Tra divi alberga e prende il mondo a sdegno:
O fia la voce del mio pianto udita.
Dunque la nobil <santa> fè sarà schernita
Ch'è di mia libertà sì nobil pegno,
Né fine havrà mai questo stratio indegno
Che m'inforsa così tra morte e vita.
Questa è tomba de' vivi, ov'io son chiuso
Cadavero spirante, e si disserra
Solo il carcer de' morti. O divi, o cielo!
S'opre d'arte e d'ingegno, amore e zelo
D'honore, han premio over perdono in terra,
Deh, non sia, prego, il mio pregar deluso.