Deh perché, lasso!, del tuo sol lucente
ne la divina parte io non apersi
quest'occhi, anzi che morte empia sommersi
avesse i suoi be' rai ne l'occidente?
Ch'arsa dal foco suo dolce e cocente,
ond'effetti d'Amor nascean diversi,
securi vanni avrebbe or da potersi
levare al sommo Ben la bassa mente.
Ma poi ch'è vano il mio desir, né spero
ch'un dì s'adempia e troppo in lui m'attempo,
tu che sei, Gradenico, a Febo caro,
pingilo a me con stil leggiadro e raro
sì che somigli in ogni parte al vero,
ond'io mirando in lui m'involi al tempo.