Di sostener qual novo Atlante il mondo
Il magnanimo Carlo era ormai stanco.
Vinte ho, dicea, genti non viste unquanco,
Corsa la terra e corso il mar profondo,
Fatto il gran re de' Thraci a me secondo
Preso e domato l'Africano e 'l Franco,
Sopposto al ciel l'homero destro e 'l manco,
Portando il peso a cui debbo esser pondo.
Quindi al fratel rivolto, al figlio quindi:
Tuo l'alto imperio, disse, e tua la prisca
Podestà sia sovra Germania e Roma
E tu sostien l'hereditaria soma
Di tanti regni, e sia monarca a gli Indi:
E quel che fra voi parto, Amore unisca.