Bella non sete, o donna,
ma belli fate i cori,
belli gli animi vaghi e i vaghi amore;
bello il soave sdegno,
belli i miei dubbi ancor, belli i tormenti,
le lacrime, i lamenti;
bello il servir ne l'amoroso regno
con fortuna rubella,
per cui la morte e la vergogna è bella.