Più colta penna mai più care note
non scrisse in carta o ver più bianca mano,
né mai più dolce affetto in core umano
fra speranza e piacer sospende e scote.
Quivi lo segna Amore, e nulla or pote
più da lei separarmi o far lontano,
ch'in me la porto e stringo a mano a mano
e sento allor nove dolcezze ignote,
novi vaghi pensier, novi desiri;
e par che Doralice in lui si scriva
con l'armonia di voci e di sospiri.
E l'imagine sua leggiadra e schiva
ella vi forma; e perché intenda e spiri
pinge se stessa, anzi fa bella e viva.