Udite affetto nuovo:
or chi fia mai che 'l creda,
ch'ami io donna ch'è brutta e me n'avveda?
Egli è pur vero e provo
(o d'amor meraviglie alte e secrete!)
che debil filo ordir può salda rete,
e rintuzzato strale
far piaga aspra e mortale,
e da spente faville
sorgere un foco no, ma mille e mille.
O forse Amor non vuole
oprar in me cosa altre volte intesa:
far che s'ami una bella è lieve impresa;
ma ch'io segua o mi strugga
per bruttezza che fugga,
se miscredente io fui,
miracolo è di me degno e di lui.
O forse, com'uom suole
meglio condir amaro acerbo frutto
ch'altro in sé dolce o pur maturo in tutto,
sì può Amor nel suo mele
meglio l'acerbo e 'l fele
condir de la bruttezza,
che la beltà ch'esser condita sprezza.
Dunque, se per natura
il bello e 'l brutto dolce è per Amore,
qual d'essi sua dolcezza avrà maggiore?
Fia maggior il diletto
che vien dal più perfetto.
Male agguagliar si ponno:
la Natura è ministra, Amore è donno.
O mia somma ventura!
Or chi fia mai che 'l creda
ch'ami io donna ch'è brutta e me n'avveda?