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1544–1595

402

Torquato Tasso

"Perché pur mi saetti, se 'n me così mortali son le ferite de' tuoi primi strali? Io più non mi difendo,

o possente signore, o fero e crudo mio nemico, Amore. Oimè, l'arme rendo oimè, vinta i' sono,

e vinta chiedo al vincitor perdono. A te languendo omai chiedo perdono o morte, misera me!, ch'al dolor fine apporte.

Pietà, signor, se n'hai, per la tua bella Psiche; pietà, signor, per le tue fiamme antiche!" "Tu, che fra le nemiche

più d'ogni altra mi piaci, prendi in grado i miei colpi e soffri e taci: però ch'io non uccido, e 'l tuo bel petto e vago

per odio no, ma per amor impiago. Son cento fonti in Gnido, cento le vie secrete, cento spelonche solitarie e chete:

ivi, o di queste avvolta mie catene amorose andrai cantando fra le piante ombrose, o pur libera e sciolta;

ed avrai sempre a lato Amor di tua bellezza innamorato: Amor, che, amando, amato esser da te desia,

bella nemica e prigioniera mia."

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402 · Torquato Tasso · Poetry Cove