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1544–1595

394

Torquato Tasso

Mentre co' vaghi sguardi e col sembiante m'infingeva d'amar quasi per gioco, per voi tutto m'accesi a poco a poco, né son or falso più, ma vero amante.

Vere le pene mie sì varie e tante, vere son le faville e vero il foco, tal che gli è questo petto angusto loco, e vero il duol ne l'animo costante.

Né gioco io prendo omai de' cari inganni, ma vostro gioco io son or che m'avvampo, è gioco il mio languir, gioco la vita. Pur vincitrice ancora in questo campo

non sete voi, ché sconta Amore i danni, e perdete pietade e fede unita.

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394 · Torquato Tasso · Poetry Cove