Mentre co' vaghi sguardi e col sembiante
m'infingeva d'amar quasi per gioco,
per voi tutto m'accesi a poco a poco,
né son or falso più, ma vero amante.
Vere le pene mie sì varie e tante,
vere son le faville e vero il foco,
tal che gli è questo petto angusto loco,
e vero il duol ne l'animo costante.
Né gioco io prendo omai de' cari inganni,
ma vostro gioco io son or che m'avvampo,
è gioco il mio languir, gioco la vita.
Pur vincitrice ancora in questo campo
non sete voi, ché sconta Amore i danni,
e perdete pietade e fede unita.