Non si levava ancor l'alba novella,
né spiegavan le piume
gli augelli al nuovo lume,
ma fiammeggiava l'amorosa stella,
quando i due vaghi e leggiadretti amanti,
ch'una felice notte aggiunse insieme
come a canto si volge i vari giri,
divise il nuovo raggio; e i dolci pianti
ne l'accoglienze estreme
mescolavan co' baci e co' sospiri.
Mille ardenti pensier, mille desiri,
mille voglie non paghe
in quelle luci vaghe
scopria quest'alma innamorata e quella.
E dicea l'una sospirando allora:
"Anima, addio," con languide parole;
e l'altra: "Vita, addio" le rispondea;
"addio, rimanti;" e non partiansi ancora
innanzi al nuovo sole.
E 'nnanzi a l'alba che nel ciel sorgea
e questa e quella impallidir vedea
le bellissime rose
ne le labbra amorose,
e gli occhi scintillar come facella.
E come l'alma che si parta e svella
fu la partenza loro:
"Addio, ché parto e moro!"
Dolce languir, dolce partita e fella!