Dolce Fillide mia, mentre il bel viso
di fresche rose e di ligustri adorni
e col sereno tuo sembiante aggiorni
ovunque un sguardo giri od apri un riso,
facciam, godendo, in terra un paradiso;
e viviam lieti i bei fioriti giorni
pria che quel rio nemico empio ne scorni,
ch'ogni gloria ed onor sovente ha ucciso.
Quei fior vermigli e quelle verdi erbette
che in mezzo a i prati son dal verno spenti
fien via più vaghi a primavera nova;
ma una sol volta che i suoi strali avventi
la morte in noi, mai più non si rinnova
la beltà e le virtù sparse e neglette.