Skip to content
1544–1595

367

Torquato Tasso

Aminta, poi ch'a Filli non dispiacque del medesmo desir mostrarsi accesa, e ch'ella a questo sol già tanto attesa ne le sue braccia alfin nuda si giacque,

a lei, che più ch'alcun'altra gli piacque, dal soverchio piacer sentendo offesa l'alma felice in sì bel laccio presa, così languendo disse, e poi si tacque:

"Cogliete, anima mia, quest'alma ch'io vi spiro in braccio. Ahi, che mi giunge al core, al core, ahi lasso, un venen dolce e rio! Io 'l sento, oimè: da queste labbra amore

per troncar la radice al viver mio in dolcissimi baci il manda fore".

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
367 · Torquato Tasso · Poetry Cove