Aminta, poi ch'a Filli non dispiacque
del medesmo desir mostrarsi accesa,
e ch'ella a questo sol già tanto attesa
ne le sue braccia alfin nuda si giacque,
a lei, che più ch'alcun'altra gli piacque,
dal soverchio piacer sentendo offesa
l'alma felice in sì bel laccio presa,
così languendo disse, e poi si tacque:
"Cogliete, anima mia, quest'alma ch'io
vi spiro in braccio. Ahi, che mi giunge al core,
al core, ahi lasso, un venen dolce e rio!
Io 'l sento, oimè: da queste labbra amore
per troncar la radice al viver mio
in dolcissimi baci il manda fore".