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1544–1595

366

Torquato Tasso

Odi, Filli, che tuona; odi che 'n gelo il vapor di lassù converso piove; ma che curar dobbiam che faccia Giove? Godiam noi qui s'egli è turbato in cielo.

Godiamo amando, e un dolce ardente zelo queste gioie notturne in noi rinnove; tema il vulgo i suoi tuoni, e porti altrove fortuna o caso il suo fulmineo telo.

Ben folle ed a se stesso empio è colui che spera e teme, e in aspettando il male gli si fa incontro e sua miseria affretta. Pera il mondo e rovini: a me non cale

se non di quel che più piace e diletta, ché se terra sarò, terra ancor fui.

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366 · Torquato Tasso · Poetry Cove