Qui dove i sacri e verdeggianti allori
forman di sé vago boschetto ombroso,
per cui serpendo al mar da l'erbe ascoso
porta limpido rio suoi dolci umori;
ove persi, vermigli e bianchi fiori
rendon vago il terreno e dilettoso;
ove fra 'l crin de gli arboscei frondoso
scherzano l'aure con leggiadri errori;
vieni, o Fillide mia, se pur non hai,
non men ch'umano volto, il cor spietato,
ond'io tregua al dolor ritrovi omai.
Ma chi m'ode? a chi parlo? ove son io?
Lasso! ella altrove al caro Alcippo amato
s'asside in grembo e spregia l'ardor mio.