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1544–1595

352

Torquato Tasso

Or che la nave mia va per l'onde d'amor, di gelosia, il mar sempr'è turbato che del mio pianto...;

colma va dei desiri, sono remi i pensier, venti i sospiri; è la vela il mio core, e i naviganti son Speme e Timore.

Lunge mi veggo il lito, il mio lume, il mio sol anco è sparito; ed al governo siede Amor, che non ha legge e non ha fede:

talché, se rompe a scoglio o s'affonda nel mar, di me mi doglio, che fui pur troppo audace cagion che spesso il cor sospira e tace.

Donna, non sol tu m'hai ferito il core, tu che sanarlo puoi con un sol sguardo de' begli occhi tuoi, ma per maggior tormento

vuoi ch'io taccia il dolor ch'io provo e sento.

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352 · Torquato Tasso · Poetry Cove