Solitudini amiche, ombre e silenzi,
in voi lascio il mio core;
tu 'l chiudi, o fido albergo, in questo orrore.
Tu serba la sua fede e 'l mio diletto
perch'altri non l'invole;
e tu, facendo guardia al casto petto,
appresta un molle letto
su l'occaso al mio sole;
e s'avvien che vi scherzi intorno e vole
l'insidioso Amore,
serra il varco a gli augelli, a' raggi, a l'ore.
Perché non sol ne la serena luce,
tra cavalieri ed armi,
dove trionfi invitto e nobil duce
al suon di lieti carmi,
né tra Palagi sol di bianchi marmi,
ma in tenebre e 'n squallore
e fra boschi e spelonche è bello onore.