Ne la fredda stagion ch'il mondo agghiaccia
Regnò già Borea. Austro hor così vi spira
Ch'addolcisce il rigor de l'altro e l'ira
E spesso oltre gli Sciti in fuga il caccia.
Di Zefiro ogni lode homai si taccia,
Se ben di fior la terra ornar si mira,
Ché né Clori da questo il piè ritira
E Pomona co'l sen gli apre le braccia.
Aura celeste, il tuo soave spirto
Spiri così ver me che ne ravvivi
Il mio già secco lauro e secco mirto.
E mentre al mi' Alcinoo d'ogni bel fiore
Tesso ghirlanda, alcun de' frutti estivi
Sia ne' begli horti premio al mio sudore.