O d'un sol grembo in un sol parto nate
In terra, sì, ma di celeste seme,
Secunssima fede, ardita speme,
Che dietro Amor, vostro fratel, volate!
Egli entra in cielo e là fra le beate
Alme, sovra gli erranti e le supreme
Stelle s'asside: a voi d'entrare insieme
Non lice, e 'l volo in su 'l confin fermate.
Deh, così, s'esser può, mai non vi serri
Sua porta il ciel: su l'ali alte che, stese,
Quinci giungono a l'Austro e quindi a l'Orse,
Portate il prego mio, ch'il piè si torse,
Sì che, giungendo al mio signor cortese,
De le sue gratie a me la man disserri.