Chi ripugna a le stelle in cui la sorte
Tien fisso il capo, e sovra noi le piante?
Io, non a guisa già d'empio gigante
Ch'agli immortali osi, mortal, dar morte!
Ma come il ciel sovrano avien che porte
Rapido seco ogni pianeta errante,
Pur contra lui, c'ha forze in sé cotante,
Fan gli altri i corsi lor per vie distorte,
Così per torte no, ma per diritte
Strade, comunque mi deprima o giri
Fortuna o 'l cielo, andrò dove conviensi.
Bench'il sol non mi splenda o l'aura spiri
E languiscan gli spirti e i membri e i sensi,
Le forze son de la mia fede invitte.