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1544–1595

238

Torquato Tasso

Or che colui che messaggier fedele fu de' nostri sospir, del nostro affetto, giudice scaltro a terminare eletto le nostre dolci liti e le querele,

fatto è ad Amor rubello, a noi crudele, esser ben può ch'io sparga ogni mio detto a l'aria, a' venti, e nel profondo petto i gran secreti suoi nasconda e cele;

ma ch'io non v'ami sempre e non v'adori far giammai non potranno oltraggi e sdegni o del cielo o d'Amor non che d'uom vile, né far forse potrà ch'io non disegni

in carte il vostro onor con dotto stile, e che le vostre chiome non indori.

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238 · Torquato Tasso · Poetry Cove