Sovra d'un carro di rossore tinto
ch'a foco e fiamma distruggea la gente,
un novo sol, via più ch'Apollo ardente
e di porpora e d'or fregiato e cinto,
vid'io pur dianzi, oh che stupor!, dipinto
aver nel vago suo chiaro e lucente
due nere stelle c'han virtù possente
di far parere un uom di selce o finto.
Miracolo o portento, a mille a mille
sfaransi i monti in disusata foggia
di fuor per pioggia e per gran fiamma dentro.
Già intorno tuona; ed io, lasso, nel centro
agli emisperii miei sento faville
da far tosto apparir baleni e pioggia.