Ebbe simili stelle il vecchio Atlante
con le mie stelle, e fu converso in pietra;
or sovra il chiaro fonte Alcide impetra
arte gentil d'umor vano stillante;
e meraviglia fu d'un bel sembiante,
che, dove spende Amor l'aurea faretra,
l'uom che fiso il contempla e non s'arretra
candido sasso il fa tra verdi piante.
Ma 'l mio fato è men duro: orrido crine
lui volse in aspro monte e in bianco marmo;
qui cangia la beltà d'un chiaro viso.
Qui gloria è l'esser vinto, ond'io non m'armo,
però che questo ancora è paradiso
e fiamma e luci ha come il ciel divine.