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1544–1595

228

Torquato Tasso

Cara nemica mia, l'ira e l'orgoglio che ne' miei danni a torto in voi si scorge, fa che un fermo desio ne l'alma sorge d'uscir di vita insieme e di cordoglio.

Ma, poiché la cagion, per cui mi soglio doler, Amore a gli occhi afflitti porge, novo pensiero al cor, lasso, risorge, né di languir o sospirar mi doglio:

ché, come il verno a l'apparir del sole la neve intorno si dilegua e sface e l'arido terren forza riprende, così quel raggio di beltà che splende

ne i vostri sdegni al cor sovente suole arrecar dolce e desiata pace.

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228 · Torquato Tasso · Poetry Cove