Non regna brama in me cotanto ardita
che così dubbia impresa erga mia spene;
e, sebben la beltade altrui l'invita,
la severa onestà poi la ritiene;
né son sì poche o lievi in me le pene
che l'alma d'un piacer folle invaghita
le scordi, e del suo bel corso smarrita
erri per strada ch'a reo fin la mene.
Lodai le vaghe membra onde traluce
de l'interna bellezza un raggio ardente,
come per nube il sol puro e sottile;
ma non m'accese già la vaga luce,
nel petto alcun pensier lascivo e vile,
ché per me son d'Amor le faci spente.