S'egli è pur vero, Amor, che mi legasti
di nodo così vago e sì tenace
che quando il cor più stringe allor più piace,
questo a tenermi in servitù mi basti.
Vedi Imeneo che di lascivi e casti
desir con novo ordigno un laccio face,
vago di meschiar sempre ogni mia pace
d'ire e di femminili odi e contrasti.
Questo annoda Fortuna e vuole anch'ella
signoria sovra l'alma: or come puote
di tre tiranni esser soggetta e serva?
Amor, il nodo tuo ristringi e serva,
gli altri disciogli; e la sua imagin bella
fia da me celebrata in chiare note.