Quel dì che la mia donna a me s'offerse
sotto mentite larve ad arte incolta,
non la conobbi in quella guisa involta
quando gli occhi leggiadri in me converse:
ch'a lo splendor fui vinto e no 'l sofferse
l'alma, ch'in lei s'è trasformata e volta;
e l'alma luce in se medesma accolta
ne' suoi raggi s'ascose e ricoperse.
O pur Amor, che li rivolge in giro,
prese nove sembianze, e novi inganni
volle a me far sì come a gli altri ei suole.
Era finto l'andare e i passi e i panni,
e vera la vergogna, ond'io sospiro
me stesso e lei che mi fé cieco al sole.