Sovra la sfera de la vaga luna,
nel bel seren, da gli stellanti chiostri
stimo sol ch'a la mente il ver si mostri,
che 'l ricerca famelica e digiuna.
Ma in questo, ch'Aquilone ed Austro imbruna,
quanti il sol ne colora a gli occhi nostri
sono obietti fallaci e ne fa mostri
il pensier che gli parte e gli raduna.
Deh! se tra queste false erranti larve
alcuna è pur non incostante imago,
ch'a la luce del ver non si dilegui,
a me scernila tu, mentre la segui
per la via che men dubbia a' saggi parve,
ond'io corso non faccia incerto e vago.