Se ben di grave incarco il cor oppresso
ebbi gran tempo, e per rio calle e corto
falso piacer m'ha con lusinghe scorto,
ov'amando il mio mal, odiai me stesso,
poiché per tua pietà conosco espresso
il mio fallire e in te mi riconforto,
da te, Signor, il desiato porto
di mia salute omai mi sia concesso.
E se, come io dovea, sin qui non aggio
le voglie mie, per sua natura inferme,
da gli affetti terreni ognor difese,
or mi difenda il mio beato raggio,
talché a l'armi nemiche ed a l'offese
del mio desio non mi ritrovi inerme.