Queste piaghe onde in Croce affissa or langue
la vita istessa, feo la morte acerba;
né poi d'alta vittoria andò superba,
ché morì vinta entro quel corpo esangue.
In nova guisa di mirabil angue,
i nemici morendo in vita ei serba,
ed ogni nostra doglia or disacerba
co' suoi lamenti e col suo sparso sangue.
Fé mortali ferite iniqua morte
ne la vita vitale; e in duro campo
morte e vita cangiar l'insegne e l'armi.
Dolci piaghe, del cor rifugio e scampo,
fonti di pietà viva e vive porte,
ov'entri intenerito e ti disarmi.