Qual gente mai sì grande e 'nvitta in guerra
ebbe dei sì vicini o sì possenti,
come la nostra il suo, ch'errar lucenti
fé gli alti giri e stabilì la terra?
Poi vera carne ei prese, ed or non erra
sol chi l'adora: ei le superbe menti,
egli i gran duci umilia e i re possenti,
non ch'umil plebe a rimirar s'atterra.
Ei gl'idoli disperde e tiene in bando;
né Satiri o Sileni o simulacri
veggiam di stelle al dì serena scorta;
ma 'l vero Sole e 'l Corpo, or ch'altri il porta,
e gli angeli fra pompe e lumi sacri,
com'aquile ei raccoglie a sé volando.