Prospero, a cui dal ciel sì dolce spira
il santo coro de l'eterne menti
pensier divini e suoi divini accenti,
conformi al suon de la celeste lira,
chi di salir solo in Parnaso aspira
non ha desiri al vero pregio intenti
per cantar l'arme o pur le fiamme ardenti,
o de gli antichi eroi lo sdegno e l'ira.
Ma tu poggi di Cristo al sacro monte,
o cerchi sù nel ciel altro Elicona,
e d'angelici lumi eterno fonte,
onde il vero fra noi risplende e suona;
né pur di lauro avrà la nobil fronte,
ma di candidi fior lieta corona.