O vera imago del tuo Padre eterno,
che d'amor seco accendi e seco spiri,
Ei ti mandò da gli stellanti giri
con volto umano a patir caldo e verno.
Tu l'hai col sangue impresso, e l'empio scherno
converso in laude, ov'io per grazia il miri;
se tal fosti tra pene e tra martiri,
qual or sei nel tuo regno, o Re superno?
Chi rivela al pensier l'alta vittoria
e l'immortale onor di breve oltraggio
al mio Bernardo, e la divina fronte?
E là traluce, ove nel Sol di gloria
tu sei come splendore e vivo raggio,
e 'n te lo spirto è come fiume in fonte.