O Regina del cielo, il nostro scempio
mira pietosa e le divise voglie,
mentre io fra simulacri e voti e spoglie
de le tue grazie i miei difetti adempio
in questo di Vittoria adorno tempio
e di tua gloria, ove la fé si scioglie
da le promesse, e i doni orna e raccoglie,
perch'abbia la pietate illustre esempio.
Qui dove, in fuga volto empio serpente,
duce invitto spogliò gli sdegni e l'armi,
io vincitor non già, né forse vinto,
deposto ho l'ire, e disarmati i carmi
del lor furore, ed offro a te, dipinto
di tue sembianze, il core e l'alta mente.