Non potea la natura e l'arte omai
più dare alcuna aita
a la mia fragil vita,
quando a te mi rivolsi e 'n te sperai.
Tu pregasti per me l'eterno Figlio,
Vergine gloriosa,
del mio dolor pietosa,
che mi sottrasse a sì mortal periglio.
Così morte scampai,
che, se pur tarda, non perdona mai.
Però ti prego con la mente inchina
che di me ti sovvenga;
e s'egli mai si sdegna,
tu m'impetra la grazia, alta Regina;
e quanto già peccai,
tanto m'illustri alfin co' santi rai.