Maurizio, quel desio che ne' primi anni
m'accese l'alma, ancor, lasso, m'avvampa;
e 'n mezzo al cor mille pensieri accampa
de l'onte ingiuste e de' sofferti affanni.
Ma per la tema de gli eterni danni
contemplo il sangue e la spietata stampa
del mio Signore; e questa è chiara lampa,
che mi tragge di tenebre e d'inganni.
Né vorrei, da Parnaso e dal suo fonte
traviando, cader con piede incerto
dentro l'onda di Lete o pur d'Averno.
Tu nel petto di Cristo il fiume aperto
a me dispensa in cima al sacro monte,
onde ne scorga al cielo il Re superno.