Già sovra il ciel, del cielo il Re superno
ne l'oriente di sua gloria ascese,
quand'ei di sé produsse il Figlio eterno,
seco al suo novo magistero intese.
E i secondi splendori in giro ascese,
ch'avesser de le stelle alto governo;
poscia per trarne da l'oscuro inferno,
a l'occidente d'umiltà discese.
Or non sol ne l'occaso arde e fiammeggia,
ma d'alta notte alluma orror profondo,
e quinci gira il sol più chiari i lustri.
E lui ch'in sé contiene il cielo e 'l mondo
chiude umil loco, e sembra a' regi illustri
già quasi uguale a la stellante reggia.