Eterno Re, che 'l tuo lucente albergo
nel sol ponesti e 'n tenebre l'ascondi,
oh che alti misteri, oh com'profondi
son quelli ov'or m'innalzo, or mi sommergo!
E 'n questo è lume ed ombra, ed io l'aspergo
di pianto, e l'alme tu di sangue inondi:
cedagli quel che figurò tre mondi,
che 'l divoto pensier si lascia a tergo.
E i sette lumi suoi de l'auree stelle
segni qua giù, che son là suso erranti,
e le move il tuo cenno e regge il ciglio.
Perch'altre luci io veggio, altre facelle,
Padre dei lumi; e tra sospiri e pianti
dono è lo Spirto e sacrificio il Figlio.