Egro io languiva, e l'alto sonno avvinta
ogni mia possa avea d'intorno al core;
e pien d'orrido gelo e pien d'ardore
giacea con guancia di pallor dipinta;
quando di luce incoronata e cinta
e sfavillando nel divino ardore,
Maria, pronta scendesti al mio dolore,
perché non fosse l'alma oppressa e vinta.
E Benedetto fra que' raggi e lampi
vidi a la destra tua nel sacro velo;
Scolastica splendea da l'altra parte.
Or sacro questo core e queste carte,
mentre più bella io ti contemplo in cielo,
Regina, a te, che mi risani e scampi.