Eccovi il don de l'onorata testa
di lagrime sì degno e di sospiri,
ecco la faccia scolorita e mesta,
in cui viva è la morte e par che spiri.
Ecco per bene oprar gli aspri martiri:
muta è la bocca già sonora, e 'n questa
vita mortale anco richiama e desta
l'alta sua voce a gli stellanti giri.
E 'n gran deserto pur rimbomba, e intanto
l'Agnel di Dio vi mostra: udite il suono,
che nulla dopo morte al mondo estingue.
Ma fredda lingua accende ardenti lingue:
o di mano empia già spietato dono,
o spettacol crudel, ma sacro e santo.