Diva, il cui Figlio del gran Padre è Figlio,
rimira queste vie fallaci e torte,
e i vani errori, onde si corre a morte,
al danno eterno ed a l'eterno esiglio;
e soccorri pietosa al mio periglio
prima ch'io giunga a le tartaree porte,
e luce impetra a le mie dubbie scorte
da chi fonte è di luce e di consiglio.
Talch'ogni via ch'a precipizio e' volta,
e ciò che al ben creato umana mente
piega o converte, di fuggire impari.
Deh! riguarda il mio pianto e i voti ascolta:
sì mi vedrai pien d'umiltà sovente
celebrar le tue laudi a' sacri altari.