Diva, che su la rota aspri tormenti
soffristi, accesa del celeste amore,
che fé dolce il languir, dolce il dolore,
dolce la morte e i suoi martir pungenti,
or su le rote d'ampio ciel lucenti
hai palma eterna ed immortale onore;
e corona di gloria e di splendore
nel santo coro de l'eterne menti.
Così di giro in giro il ciel t'accolse
da breve pena a quella gioia eterna,
e ti cinge di rai la bionda chioma.
Or da stellante rota e da superna
guarda il tuo dotto Paulo Emilio e Roma,
ove mille Issioni intorno volse.