De le mie colpe e del mio grave errore
adamantino smalto in me ristretto
era per lungo sdegno intorno al petto,
là dove spunta ogni suo strale Amore.
Ma 'l tuo parlar, quasi celeste ardore,
servo di Dio, per mia salute eletto,
o come spada l'indurato affetto
distringe, passa e mi trafigge il core.
Versar le piaghe mie tepide stille
di sangue no, ma sol di pianto amaro,
ché la tua voce e 'l mio dolor aprille.
Così piangendo e sospirando imparo,
mentre eterna dolcezza in lui distille,
la gloria, che fa il Sole ardente e chiaro.