Da che scemò de la città di Marte
tanto l'imperio quanto il vizio crebbe
del tralignato seme, in lei non ebbe
spirto di te più degno o 'n altra parte.
E 'n Vaticano ogni più nobil arte
tanto fiorì per te ch'altrui n'increbbe,
forse però che 'l pregio a te se 'n debbe,
e vi spirar metalli e marmi e carte.
E se ne sparse il grido, e ne rimbomba
la fama ancor; ma poi di maggior opra
desioso la mente al ciel volgesti;
e tutti or sono i tuoi pensier celesti,
e dal ciel vien ciò che per te s'adopra,
e molto ei s'apre a te pria che la tomba.